martedì, novembre 21, 2006

Dormiveglia


Saltare il muro con sacchi in spalla.
Rapito il ricordo di un manto ombra
che cela annega e sfascia il silenzio,
perché il sonno possa diventare cielo aperto.

Buona la notte cala, in viso di lacrime asciutte.
Pallido il sole in giorno sfuma per ridicoli lamenti ,
scheggiati da risate di un bimbo insonne
nel mezzo del risveglio senza il mare in testa.

Vento cala e porta e scorta
il malevole rimpianto di vita appena aperta.
Schianta il chiudersi della porta la quiete
il silenzio caotico dei sorrisi stanchi.

L’acqua parte in mille giri,
in conche argento e oro.
Porta tutto e il colore di nulla,
per il freddo e il brivido nascosti in fondo al letto
che scava in anni di gioco storto.

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