venerdì, dicembre 15, 2006

gli scheletri delle fabbriche di carbone

Un vecchio tram, di quelli che hanno visto la seconda guerra mondiale, di quelli che hanno visto prima i tedeschi poi i russi. Un relitto vestito con la pubblicita' dell'ultimo modello di netbook. Pubblicita' che porta da una citta' all'altra attraverso il nulla di una steppa gialla e grigia.

Dentro il riscaldamento altissimo. La fermata che sembra non arrivare mai.

Ma poi eccola, mi si illuminano gli occhi. Salto giu' senza guardare mentre gli altri dietro si riallaciano con calma il capotto prima di scendere. In piedi di fronte al cancello mi mordo le labbra.

-e' un posto schifoso come tanti...come tanti da queste parti, ma qui non ci sono i cani . Possiamo entrare senza problemi.

Si assicura bene la macchina fotografica sotto il braccio e scavalca. Un tonfo, poi il cancello si apre con un fracasso scomposto.

-ma perche' ti piace un posto un del genere?
-Non lo so, non lo...so...sto qui proprio perche' non lo so


Sorridono poi parlano fitto in polacco. Parlano con sibili come di vento invernale. Sono perfetti


Dai che poi va vai la luce. Fotografa quello che resiste

3 commenti:

gabriele ha detto...

io non ho capito chi ha scavalvato il cancello...cmq una gita molto interessante direi :) stai esplorando il territorio lì intorno bene bene, però Baby non incominciare a marcarlo facendo pipì sugli slberi eh :P
baci bacioni cara!!!

pasquale ha detto...

avventurosa!

io nell'ultima settimana al massimo ho corso per prendere la metro...

Anonimo ha detto...

ruba del carbone per quando farà freddo.

 
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