domenica, gennaio 28, 2007

le cronache di Gliwice (la strega la lavatrice e la neve)

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Mi immaginavo a piangere lacrime di ghiaccio

E invece no, e' solo un dato di fatto: fuori ci sono dieci gradi sotto lo zero e la neve alta un metro.
Ne prendi atto, ti infili un maglione in piu' sotto il cappotto ed esci.
Se cammini svelta anzi ti viene quasi caldo, ti senti un po' scema a portarti adosso tutta quella lana.

Non ti senti scema invece a buttarti da una collinetta alle 11 di sera con uno slittino per bambini, a rimanere imbambolata al centro della piazza a guardare il cielo sotto una bufera soffice e leggera, a slittare sul ghiaccio, a canticchiare per strada mentre la gente ti guarda con disappunto, a filmare gli sfortunati che scivolano ...ad aggirarsi sotto una nevicata fittisima con in mano un sacco di vestiti bagnati...

Niente lavatrice a casa, niente lavanderie a gettoni e un sacco di fango per le strade. I miei viaggi a casa di Dorota per utilizzare la lavatrice si sono intensificati. Oggi il bianco, domani i colorati e poi la lana...e i jeans? Avanti e inietro come un bandito, sotto la neve, con il vapore che sale dalla busta dei panni appena tolti dalla lavtrice. Che poi tempo che arrivo a casa il vapore si e' fatto prima condensa, poi ghiaccio, ma pazienza.

Ieri mattina in tutto quel vapore mi e' venuto da pensare che a volte anche io avrei bisogno di una lavata. Non sono una che evita il fango,nemmeno mi ci rotolo dentro a dire il vero. Quando lo trovi te lo becchi, tutto qui.
Nelle cose ci devi stare in mezzo.
Ti ci devi sporcare con la vita per capire che e' meno perfetta di come la immaginavi, ma anche meno bastarda di come la raccontano. Sopratutto la vita non va mai messa in lavatrice. E' un trucco da quattro soldi che te la rida' scolorita. La devi lavare a mano, perderci tempo e dedicarti con accanimento ad ogni macchia. Il risultato finale non e' certo lo stesso, non vera' mai perfettamente pulita, forse rimarrano degli aloni di cui non ti sei accorta. Ma almeno i colori sono salvi, e poi troppa perfezione uccide, ti fa dimenticare come ci sei arrivata alle cose.

(se volete vi do la marca del detersivo che ho usato e di cui ieri ho rspirato intensamente i vapori)

Comunque vada la vita non infeltrisce, la vita rimane elastica, siamo noi magari a volte che non la sappiamo vestire. Dagmara la sua la sa vestire, la riempie perfettamente e la ama. La ama talmente tanto che e' impossibile che alla fine non ti ritrovi pure tu a pensare che non ne puoi fare a meno ...di amarla, la vita.
E sono contenta di essere capitata qui, di averla conosciuta, di aver trovato Dorota e Isabella, Karolina e tutti gli altri.

Fuori ieri nevicava tantissimo, talmente fitto e costante da far scomparire la sagoma dell'edificio di fronte. Nella stanza di Dagmara c'era invece una calda nebbia all'aroma di mela, il fumo del narghile' portato dalla Turchia. Il the' con il miele, le foto dell'Anatolia. Il vivo. La musica: qualche vecchia cantatante francese e Lou Reed. Poi il pub, la birra e Sting.

Sono serate come queste che vi dedico

3 commenti:

fra ha detto...

grazie babby,un caldo abbraccio..cmq lo sve poteva almeno garantirvi la lavatrice!e donald cm fa??no,n volgio sapere..hihihi

gabriele ha detto...

io pure voglio andare sullo slittino!

Davide Dragonetti ha detto...

ora sì che è polonia!

 
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