giovedì, gennaio 11, 2007

Per arrivare bisogna partire

4/1/2007

Dorrota: IL treno lo devi prendere alle 5,45...

OK, la stazione e' vicina mi faccio una bella camminatina che non mi va di prendere il taxi, che qui i tassiti non parlano inglese e ogni volta e' una pantomima.
Allora...mi prendo un panino alla bisca turka sotto casa, mi vedo un bel film su Tolomeo (per chi non lo sapesse e' il mio portatile) mi lavo la capoccia, preparo la valigia e punto la sveglia alle 4,30.

Sulla carta il programma perfetto.

E' solo che io non ho mai avuto la capacita' di seguire i programmi...non per niente sto qui in Pollandia adesso...

Cosi' alle 8 arriva un mesaggio di Dagmara:" noi saimo al "4ART" che fai ci arggiungi?"
Mi fisso un secondo sui vestiti sparsi sul letto e sui piatti da lavare...
Ma certo che vi raggiungo!

Il tempo di una doccia e sono da loro.

E sto' li' a sbevazzare e chiachierare, a comunicare come posso...fino alle 3,30...che poi mi trascino distrutta a casuccia..e li' mi rendo conto della stonzata. Cavolo non ce la faro' mai....
Comprimo di corsa tutto nella valigia, lavo i piatti mentre i capelli mi goccialano bagnatissimi e mi viene da piangere quando mi accorgo che fuori ha iniziato a piovere. MALEDIZIONE.

E penso che sono stata una cretina a rifiutare il pasaggio in macchina...che sono cretina cretina cretina, e sotto la pioggia mi viene voglia di scaravenatre la valigia giu' all'inferno.

Ma ce la faccio, si signori ce la faccio e non sono nemmeno troppo bagnata. Trovo anche il bianario giusto nonostante il cartellone sia saltato e nella stazione l'inglese non lo parla nemmeno la macchinetta automatica per i bilgietti (perche' le macchinette parlano...)

E mi metto li' nel mio scompartimento, con la speranza di sfangare queste 6 ore di viaggio senza troppi problemi. Che il sonno e' una banedizione quando la noia ti potrebbe far premere il pulsante dell'autodistruzione. E ci sto per riuscire, sento il dolce rincoglionimento che precede i sogni salirmi su per il corpo...ma niente...controllo biglietti..niente...e ancora gente rumorosa che sale e scende..niente..niente...

La donna sedano incomincia a rigirarsi nervosa sul sedile. Rotola, rotola, rotola. Si mette a contare le doppie punte..ma non netrova..acc...si e' tagliata i capelli da poco...accende l'i-pod ma lo rigetta nella borsa dopo 2 minuti perche' a volte la musica e' una spaventosa canaglia.

E poi l'impensabile, il libro di diritto che spunta dalla borsa. lo avevo portato solo per lavarmi la coscienzza ma in quel momento mi sembra una magnifica promessa di salvezza.

Sono arrivata sana e salva a Versavia dopo 6 ore di viaggio anche grazie ad un libro di diritto. A dirlo mi vergogno un po'.




E da qui in poi e' tutta un'altra storia.

1 commento:

gabriele ha detto...

e la nostra eroina ce la fa!!complimentoni!! con un altro libro in mano quindi hihihihiih stavolta la bussola dov'è finita? :O

 
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