domenica, febbraio 11, 2007

visioni domenicali nel mistero dei finesettimana fantasma




Avete presente il sabato, vero?
Quel giorno maledetto in cui andare in giro per Roma, o più semplicemente per Ostia, equivale a partecipare a una partitita di rugby sovraffolata?
Il chiasso, la confusione immotivata, i profumi da quattro soldi delle ragazzine troppo truccate che girano in branchi, i genitori rassegnati ad inseguire i loro pargoli maligni che sgattaiolano impuniti tra le persone, i bulli di quartiere con le loro macchine-discoteche che inquinano con musica di dubbio gusto le passegiate altrui...le compere isteriche...
Bè, io ho sempre creduto che fosse una cosa assolutamente normale. MA ora lo so: è solo una tara mentale di noi sciocchi bambini cresciuti in paesi da sempre fin troppo consumistici.
Il chiasso, la confusione, sono strettamente legati al commercio. Niente negozi, niente caffè, niente rumore. Funziona così. Niente passegiate, niente appuntamenti per andare a oziare, a specchiarsi nella vetrine illuminate, a sedersi al caldo di qualche locale con una tazzina di cioccolata da consumare in non meno di 40 minuti.
Qui la città, di sabato, diventa una scatola vuota. Le luci nei negozi si spengono alle 14:oo e la gente scompare, scappa non so dove per vivevere non so cosa.
Non lo so se sia coì in tutta la Polonia, o solo qui, tra Gliwice e Katowice, ma il sabato è il giorno di nessuno.
Ieri, per le strade di Katowice c'eravamo solo io e Donald, che ancora a questo fatto che di sabato bisogna semplicemente cedere alla monotonia casalinga non ci siamo arresi.
Il cielo velato, un silenzio surreale, i corvi...rare le macchine e sorde le cose. Uno scenario strano, quasi da film castro-orror-naturalista-religiosoandante. In questo scenario vi dovete immaginare due loschi indivudio, che sembrano Stalio e Olio, che si aggirano confusi, sibilando improperi e cercando forme di vita anche nei cassonetti e..bè...la situazione diventa grottescamente comica (si può dire? vabè...)
E scende la sera, alle 16,30 già si fa scuro, ma i pub non ci pensano prorpio ad aprire.
-Ma che cavolo fanno qui gli studenti?
-studiano
-cazzo ma è una nazione di geni
-...
E qui capisci anche che c'è di più, mentre con stupore incontri tre ragazine cha parlano piano in un angolo della strada che porta all'universitaà. Ti sembra di aver scoperto una specie rara e in via di estinzione. Ma come tutte le creature rare sono schive e diffidenti.
Si accendono i lampioni, la luce sintetica le colpisce in pieno e le spaventa. Sentendosi scoperte scappano, prese nella colpa di aver infranto il coprifuoco.
E tu rimani lì, a guardare i lampioni, e lo capisci. Non sono loro ad essere strani sei semplicemente tu che ancora non ci hai capito nulla. Che stai qui e ragioni come se fossi a Roma. Questa gente sembra aver fatto un silenzioso patto per cui il sabato lo dedicano ai loro pensieri chiusi tra gli amici stretti, senza distrazioni al neon o ubriacature da sovraesposizione sonora. Il finesettimana si stacca la spina. C'è il sabato sera per affogarsi nel caos, nella birra e nella musica. Ma il tutto non prima delle 9 e non oltre le 2.
A me, povera sciocca, non rimane che entrare da H&M e far finta di niente, comprare cose assolutamente inutili per sentire che infondo non è sempre tutto sbagliato e uscire dal mega store con un pizzico di vergogna.
Che la gente non è che non c'è, c'è eccome, il bus per tornare a casa è pieno come un uovo.
Ma ancora non capsico dove si era "nascosta". O meglio ancora non capisco cosa MI nasconde, quale è il segreto di questi sabati pomeriggio.
Il Prossimo sabato faccio una torta e invito tutti a vedere un film bevendo litri di thè.
Per la domenica però mi sono attrezzata. Ieri ho finalmente fatto la tessera al videonoleggio e ora ho tre "fantastici" film da spararmi nel caso mi prendano le turbe da noia collosa, tipica dei giorni festivi.
E per i problemi di insonia niente panico, i libri sono finiti, ma ho comprato tele, pennelli e colori (che ero in crisi d'astinenza..incominciavo a schlerare...mi ero depressa a usare pennarelli e pastelli per un mese).
Basta davvero poco per affogare tutto e cambiare umore, basta decidere di usare più rosso e meno blu.
PS: Sono un'altra volta senza soldi per aver comprato vestiti che non metterò mai viste le temperature e tele che già ho finito. Modestamente anche qui ho il mio personalissimo maniaco del telefono, perchè le buone anbitudini non muoino mai. Mi aggiro come un lupo affamato di fronte alla libreria con i libri stranieri, tanto che credo ormai il commesso sia convinto gli stia battendo i pezzi. Da domani ho una settimana di vacanza che non so bene ancora come usare.
Ho imparato: Se non nevica è inutile che esci sul terrazzo in maniche corte e imprechi contro il cielo, conviene rientrare, farsi una tisana e aspettare che passi l'atacco di isteria sperando che non ti venga la broncopolmonite. Che poi non è colpa del cielo, ma nemmeno tua.

3 commenti:

Elena ha detto...

ti voglio bene Barby

k ha detto...

Barbara di Ostia?
Mmmh...
Lo sai che c'è il rischio che ci conosciamo pure?
L'altra volta non hai risposto alla mia domanda. Che ci fai in Polonia?
Perdona l'invadenza ma sono curioso.

Alessnadra ha detto...

...tesora...ho dovuto subire un incidente per avere il tempo di leggere i blog dei miei amici...ti voglio bene tesorina...tra poco tocca a me...

 
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