giovedì, aprile 05, 2007

divagazioni pre pasquali

foto tratta da una mail di auguri di quelli che "cerco cerco ma non mi parcheggio..."



Pranzo al solito “mleczny”.

Studenti, muratori, commesse e impiegati.

Nel mio piatto di pieroghi c’è l’ultimo pensiero della mattina.

Guardo fuori, fuori dal piatto e dal tavolo, fuori dalla finestra che inquadra le gambe delle persone inchiodate alla fermata dell’autobus.

Penso a Majorana. Alle scomparse e alle leggende. Le ipotesi di chi non sa. Il silenzio, per mancata presenza, dell’unico che sa. A chiedersi se è stato un silenzio voluto o dovuto. Gli indizi masticati e tramutati in favole dalle persone che cuciono tutto in base all’umore dei tempi. Majorana, io lo perdo tra musica e insalata.

Ho ancora nelle orecchie il tema di “Lupen” dei PizzicatoFive, la mia colonna sonora per il furto fallito del poster del museo. Troppa colla, me lo ha fatto sfrangiare in mano. Come Lupen nel cartone rimango con l’impresa ma senza il premio.

Sono una ladra, ma da un po’ agisco solo di giorno.

Si avvicina l’esame, e di notte rimemorizzo le date dei trattati, mi confondo sulle fonti. Le ultime pagine macchiate di vino rosso, la traccia del passaggio di Galina nella storia del diritto comunitario.

Si avvicina la pasqua.

Nei supermercati, vicino alle uova colorate e ai coniglietti di cioccolata, sono comparse delle pistole ad acqua.

“Attenta a quando esci di casa lunedì”

Che se solo fosse Agosto andrebbe bene, se solo. Ma è appena Aprile e ancora nelle montagne qui intorno c’è la neve.

Potrebbe essere un dramma, o meglio potrei ridurmi a un coker bagnato sotto a qualche balcone, con sguardo truce e bocca serrata. Ma la mia trasferta in montagna mi salverà dal pantano pasquale.

Pantano tutto femminile, visto che a tirare acqua dai balconi sono perlopiù ragazzi.

Urge una spiegazione.

Un tempo “felice” e “lontano” per il giorno di pasquetta le ragazze nubili (termine odioso all’epoca) bussavano alla porta del ragazzo di cui erano innamorate per donargli un uovo dipinto dalle loro manine sante. Il ragazzo a questo punto aveva due possibilità: 1- schiantare la porta in faccia alla povera disgraziata 2- accettare l’uovo e tirarle una secchiata d’acqua gelata addosso. In questo secondo caso la ragazza era sempre disgraziata, ma felice.

In più era purificata. Perché sì, le ragazze sole e senza marito per forza di cose dovevano essere abitate da qualche spirito maligno che le costringeva a rimanere zitelle. I giovanotti allora liberavano le loro amate da questa maligna presenza gettandogli addosso dell’acqua. E per quanto si viaggi, sempre e ovunque, le donne hanno avuto il loro bel da fare a far capire al mondo, e principalmente a se stesse, che quello che le abita non è uno spirito maligno ma un’umanissima voglia d’indipendenza. In Polonia sono ancora a metà strada, ma tenacissime.

Mi chiedo, mettendo da parte il femminismo e simili, perché però certe cose non evolvono. Le donne a porgere (uova)e gli uomini a gettare (acqua). Non che il porgere sia meglio del gettare o viceversa, dipende sempre da chi e da come. Esternare da donna, esternare da uomo. A Camminare non se ne vede la fine.

Ritornando a parlare di “acqua”, adesso, nell’epoca dello struscio in discoteca, questa pratica “amorosa” si è trasformata. Ha perso l’amore. La vittima è ignara e il carnefice sconosciuto.


Buona Pasqua.



In cuffia giù per le scale: 32 flawers, Ani Di Franco.

8 commenti:

Baol ha detto...

Potresti assoldare un attore che si finga il tuo fidanzato in giro per la città così non ti scambiano per ragazza nubile e non ti inondano di acqua ghiacciata che ad aprile non è il massimo...

daniela ha detto...

A me invece piace sta cosa dell'acqua che purifica. Anzi, dici che funziona se mi inondo da sola? :-)
Io agli spiriti maligni ci credo, metaforicamente parlando, certo. Puoi chiamarli demoni o resistenze, oppure ostacoli, ma non è più poetico chiamarli spiriti maligni?
Io ho una teoria al proposito. Ma evito di dilungarmi, magari un giorno ci scrivo un post. Ciao e buona Pasqua!

Anonimo ha detto...

Buona Pasqua Babi. Ti voglio bene, Claudia

ilaria ha detto...

Divagazione Pasquale:

voglio vivere in un mondo di cioccolata.

violaceleste ha detto...

buona pasqua anche a te ciccia buffa..cmq una mail ogni tanto me la potresti pure scrivere ,vecchia bacucca!! io da londra te le mando!!! buaaah,...sniff sniff...poi nn venire a iangere da me le domeniche per farti ospitare per un piatto caldo !!
giorgia

Elena ha detto...

Ciao bellissima!Ti scrivo solo oggi xkè ho avuto internet fuori uso x una settimana e poi sono anche partita x Bolsena...Innanzitutto Buona Pasqua!!
Seconda cosa,tutto ok?Spero di sì...
Ci risentiamo presto!
Un bacio!!!

barbara ha detto...

Tornata lunedì e subito affogata in un milione di cose da fare...anche qui incomincia a girare tutto come da vita normale...

Boal, l'idea non era male.Di sicuro meglio della mia, che consisteva nel girare con un ombrello per tutto lunedì. Ma tanto sono fuggita in montagna tra persone savie, o meglio nel mezzo della neve nessuno ha osato tirare nemmeno una goccia d'acqua.

Daniela, io non so se gli spiriti esistono o meno. Ma spero proprio che non siano maligni.
L'acqua purifica, sicuro.
Però magari una doccia insieme va meglio no?

Clausia, ti stampo un bacio al cioccolato sulla guanciotta.

Ilaria, la tua èpasqua me la immgino..me la immagino e roosico. Tu e il cibo. che storia

Mia cara Giorgetta, ma altro che E-mail. Io ti mando le mie perle di sagezza in diretta su msn. MEglio dei baci perugina.
Come puoi non capire tanta poesia?
e...ti prego..non negarmi un piatto caldo la domenica...dai ..dai....

Elena, ma Bolsena nooooooooooooooooo...Devi imparare a ribelalrti. Dammi retta, rivoluzione.
Ti stropiccio forte.

Anonimo ha detto...

La ringrazio per Blog intiresny

 
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