martedì, maggio 15, 2007

Da Gotham city è tutto….

si ringrazia Donald per la foto


“ So keep your train tickets like a piece of gold or like an autograph from Jesus Christ himself, just don't loose it or throw it away, otherwise I will personally come and kick you in the ass!”

Il viaggio inizia con i soliti messaggi di pace e amore. Quando ci sono di mezzo i rimborsi non si guarda in faccia nessuno. Jan è un “papà” severo con i suoi “dzieci “, e a me se non ridanno i 100 zloty del biglietto mi si apre di fronte una settimana a pane e acqua.

Scegliamo il vagone con le stelle (non sono ammesse domande) come casa base, e di stazione in stazione raccogliamo vecchie facce e nuove storie. Un caldo strano e un cielo velato, il sonno di chi la notte prima ha dormito una sola ora, Varsavia che è meno grigia che a Gennaio, ma è pur sempre Gotham city.

Il centro della Schuman Fondation è a pochi passi della via principale e più costosa della città, grigio pure lui, assolutamente perfetto. I ragazzi delle scuole e gli insegnanti in abiti formali e ordinati. Le nostre figure arruffate e masticate da 5 ore di viaggio sono fuori posto.

Sarebbe da stare zitti e buoni e cercare un bagno per rinfrescarsi, ma non se ne perla. Cibo, cibo, vogliamo cibo e acqua, siamo come la sfacciata plebe romana. Pane e prosciutto e i giochi del circo, se non volete che vi ribaltiamo le poltrone.
E Jan compare , meravigliosamente scafato, come un messia un po’ incazzoso. Ci agguanta e dopo un abbraccio ci trascina negli “uffici veri”, quelli dove niente è al suo posto e sulla moquette ci sono una quantità imprecisata di macchie di vino.

L’idea di farci venire è sua, sua la responsabilità di quello che diremo durante le presentazioni, sua la responsabilità di quello che combineremo durante la parata. Gli riconosco un coraggio immenso. Ha dormito poco e corre sempre come un pazzo. Tanto è stanco che a volte inizia a mescolare inglese, francese e polacco. E resiste comunque sempre fino a tarda sera, trascinato da noi egoisti senza tregua per la città. Suona per noi, e non smette mai di ringraziarci per essere venuti.

Ma dovremmo essere noi a ringraziare lui.
Grazie “papà” per averci messo davanti queste classi di ragazzini ingessati e averci dato la possibilità di “scompigliarli”.
Che tutta la bella presentazione che mi ero preparata l’ho rinnegata in appena 5 minuti. Nell’immagine della sala silenziosa mi è presa una rabbia strana, una convinzione feroce che tutto quello che sarebbe passato sullo schermo non avrebbe significato nulla per loro. Cosa gliene frega? Nulla.
Cosa gli interessa? E’ qui il punto? Secondo me sarebbe il momento di chiederlo.
E glielo ho chiesto.
Semplicemente, sono qui per voi. Mettetemi alla prova con la vostra sana curiosità e io mi impegnerò nell’essere più sincera possibile.
Partono le domande a scroscio, dal calcio alla politica, dal cibo alla moda. Stranamente non esce fuori il papa e mi sembra un “miracolo” pagano.
E via poi tutti su questa riga, con il laptop che viene barbaramente usato per riprodurre musiche popolari macedoni e trascinare tutti in una ballo tra il sirtaki e la tarantella.
La sala congressi trasformata in un oratorio tra il divertimento generale.
Gli scioglilingua olandesi e la chiusura con la “vie en rose”, che ci accompagna languidamente verso il buffè.

Viene fuori un’altra volta la nostra “pochezza” e come nelle più squallide commedie americane rubiamo, letteralmente, quantità imprecisate di cibo da portarci in albergo. L’elegante busta con i gadget viene riempita di tramezzini biscotti e caramelle. E’ la vergogna che ci manca, è la vergogna e i soldi. Teresa riesce a trafugare non si sa come un intero sacchetto di mele , e in albergo viene osannata come una madonna.

Tra tramezzini e succo d’arancia, lasciare che la sera si spenga con le chitarre di Nikola, Jan e Tobias, ricamate dalla voce di Iva. Il sonno tanto, ma la gioia per aver scoperto Karine che me lo fa dimenticare.
Volontaria in un piccolo villaggio poco distante da Varsavia. Appena laureata in legge, dopo un anno passato in Inghilterra, ha deciso di fare le valigie e partire. E’ stata dura, da morire, da morire perché ha visto disegnare la morte da bambini che ne hanno ancora l’odore addosso. Lavoro in un centro per i rifugiati Ceceni, famiglie scappate dalla guerra che aspettano in uno stato quasi comatoso di trovare una strada per una vita normale. Tanti bambini, troppi per pochi adulti. Orfani. Lei cerca di farli giocare, divertire, di insegnarli l’inglese. Perché i diritti umani non bisogna solo sbandierarli nei libri, le cose vanno modellate in tre dimensioni.
Un entusiasmo meraviglioso, e una sincerità disarmante. Ha pianto, è stata dura, ma non tornerebbe indietro.
Un brivido mi passa su per la schiena. Le storie spaventose dei suoi bambini mi fanno male. Penso ai miei, e alle loro…e le trovo solo di poco migliori. Eppure gli basta il sole e un pallone per sorridere.

Ma la parata è per divertirsi, è per far sorridere la gente. Jan fa felicissima me quando alle nove di mattina mi viene incontro con una scatola piena di bombolette spray. C’è da decorare la piattaforma mobile per la sfilata. Che mica mi ha fatto venire qui perché sono un buon oratore, lo scopo ultimo era quello di imbrattare un banner di cinque metri per due con “tossicissimi” colori che hanno fatto la mia gioia.
Mi sono ridotta uno schifo, la testa leggera, come piena di elio, ma la frenesia che solo una Tela tanto grande mi poteva dare. E poi si , perché non tirarci dentro anche i ragazzi del liceo, coinvolgerli, vederli ridere con le mani sporche di azzurro.
E Iva , Albina e Nikola li fanno ballare, saltare. Trasformano la sfilata in un party. Chi se frega se dovrebbe essere una cosa seria. C’è da far venire curiosità e amore nella gente comune, non da spiegare i regolamenti europei a un gruppo di accademici pallidi.
C’è da dirgli che a ridere si è capaci tutti, che è un diritto di tutti.

All equal, all different

Teresa me lo imprime a tradimento tra la striscia di pelle che corre tra la maglietta troppo corta ( che pare le L non le facciano più…) e l’inizio dei jeans. Dopo due giorni di docce e nivea ancora non viene via…e ghigno pensando a chi se lo è fatto stampigliare in fronte.
Sorrido pensando a quanti ragazzi si sono fatti dipingere la bandiera Italiana sulle guance insieme a quella Polacca. Non posso non pensare a Iva che fa pubblicità alla bandiera della macedonia, che nessuno conosce, che i colori dovrebbero essere lavabili ma le rimane il sole giallo su campo rosso nel mezzo della fronte per tutta la serata.

E arrivano i soldi del rimborso del biglietto, manna dal cielo, chiave che ci apre i locali della città mentre fuori pioviggina.
Finisce con una figura che cammina lenta con le scarpe in mano, su un immenso marciapiede grigio leggermente umido. Che poi qualcuno dice che ci vuole una “schifosa eleganza” , io dico solo che è ora di prendere un taxi. E buonanotte stelle, all’alba vincerò…..

Svegliati Varsavia, è domenica di sole, invadi i tuoi bei parchi. I parchi che i Polacchi tanto amano, i parchi che sono l’unica cosa non ricostruita. Che sono quello che non si può ricostruire perché “è” e basta. Il aprco è la gente che dorme al sole, il verde.
Le ultime ore a Varsavia spese su un prato leggendo “la repubblica”, versione triste in bianco e nero, versione epr l’estero. E non lo avessi mai fatto. Ma perché? Perché?
Ma come me un po’ tutti a chiedersi perchè arrotolati nei loro giornali nazionali,che Varsavia è tanto facile trovare.

E tutto si è chiuso con un coro di “perché”

4 commenti:

gabriele ha detto...

potrei scrivere un commento lunghissimo ma il sonno non me lo permette, quindi riassumo tutto con: eccezionale!

Baol ha detto...

Bhè....basterebbe il commento di gabriele...dev'essere stato fantastico (e stancante)

ilaria ha detto...

..consiglio da caso a caso: .. non informarti troppo a proposito della nostra italietta ..il tuo cuoricino bolscevico potrebbe non reggere l'aria viziata che si respira.
Il mio è al capolinea.

Elena ha detto...

Ciao Barby!
Era tanto che nn ti scrivevo e sono rimasta un pò indietro sul tuo blog...Tempo di leggermi gli arretrati e ti riscriverò!
X ora un bacio e a presto ^^

 
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