martedì, luglio 10, 2007

Arrivi e Partenze

Il sorriso disteso di Karolina è sparito sull’eurostar per Bologna, mentre con la testa noi stavamo già sull’osobove ( il treno più lento ed economico della Polonia) per Danzica.

Karolina saliva a Bologna e io arrancavo verso “piazza Bologna”, non prima di avere all’improvviso la sensazione che tutta la stazione mi precipitasse addosso.
La stazione intesa come massa in movimento, come persone che si muovono apparentemente disordinate secondo logiche perfette di partenze e ritorni.

Rimango un attimo in attesa.

Un attimo stordito di fronte al cartellone delle partenze.
Una curiosità morbida, al centro della fretta di chi scommette sulle coincidenze, della trepidazione di chi aspetta con fiori in mano un amore che vibra negli occhi, di chi si è perso, di chi ha un addio ancora tirato nel sorriso, di chi non sa come spendere il tempo dell’attesa nervosa di un ospite indesiderato, di chi ha perso il treno e si rassegna, di chi ha perso il treno e si incazza. Per tutti quelli solamente di passaggio.


E’ un attimo, prima di scendere giù ed andare a sperare in uno dei miei soliti lavori inaffidabili tenuti insieme da strane testardaggini.
Un attimo in cui mi viene in mente “le notti bianche” di Dostoevskij.

E di tutto mi bruciano maldestramente in testa quelle poche parole mandate a memoria che aprono il racconto:

“…era forse stato creato
per restare, anche un attimo soltanto.
accanto al tuo cuore?...”

I. Turgenev

2 commenti:

gabriele ha detto...

mi è venuto mal di testa appena ho finito di leggere uff

daniela ha detto...

Quanto sia durato quell'attimo non lo so, ma mi piace tanto come l'hai saputo scrivere.
Turgenev e Dostoevskij sanno di un confortevole inverno ghiacciato che mandi alla deriva l'estate esplosiva. Non vedo l'ora che sia neve.

 
eXTReMe Tracker