giovedì, agosto 30, 2007

Rimugino


In questi giorni rimugino…

C'est ma raison à moi et je l'impose par la force
parce que ça me plaît,
c'est ma logique à moi et je l'impose par la force
parce que ça me plaît,
c'est ma conscience à moi et je l'impose par ma force,
parce que ça me plait.

Antonin Artaud.

Visionario e alla fine schizofrenico

La follia e il genio?

Ancora ci penso. Artaud ha subìto non so quanti elettroshock. Per guarire, per stare meglio secondo gli altri.
Lui il “meglio” in realtà lo aveva sempre cercato nel teatro, nell’arte. Cercava forse quel “meglio” per continuare a creare, o perché voleva invece liberarsi di quella creatività che per quanto meravigliosa lo aveva portato ad una vita diversa? Magari più semplicemente cercava di recuperare una vita, come veniva, fregandosene della creatività e della diversità. Andava avanti a modo suo, con quello che tutti definivano frutto di una sua pazzia lui pensava di riuscire a liberarsi.
Peccato che sia a volte pericoloso scartavetrare così tanto l’anima per farla aderire perfettamente al corpo.
Pericoloso soprattutto quando nasci in una società che non cammina con il tuo stesso passo. Primi del novecento.
E’ stato un visionario.

Ai miei occhi è più folle il medico che lo sottoponeva agli elettroshock, quel medico che leggeva ammirato le sue poesie ma che si adoperava con una costanza feroce per far sparire da quell'uomo la voglia di scriverle. Non era anche questa schizofrenia?

A volte penso che ci sono alcuni tipi di follia che sono tali solo in certi periodi storici. Poi tutto cambia e quello che una volta era considerato un pazzo diventa semplicemente eccentrico. E si sa, gli artisti eccentrici lo sono, e anche estremamente cocciuti. Questo li rende in ogni epoca le vittime perfette di queste “mode della follia”. D'altra parte fa si che molti confondano l’essere un artista con l’essere un pazzo.

Cosa oggi è considerato pazzia?
Qual è la follia per cui adesso si finisce in una clinica?

Che tempo è questo?

Adesso, adesso per me è un tempo stanco, fine estate. E se c’è un tempo in cui presunte follie possono venire alla luce credo sia proprio questo.

Non parlo di me, potete stare tranquilli. E’ vero che mi sono appena appropriata di un goffo egocentrismo, ma non arrivo a tanto.

Qui è tutto fin troppo normale


Ho anche fatto cadere il mio isterismo per quei 5 kg persi.

Anche i gatti d’estate dimagriscono, mia nonna dice che è normale.
“d’estate i gatti mangiano le lucertole, e dimagriscono”
Regola inappellabile del felino randagio. Non so cosa c’entri con me, ma va bene. Con l’inverno tornerà tutto normale e mi trasformerò in un sornione gatto da salotto…forse…

Allungata su un divano, senza un dove e un quando, a fare le fusa? Più concretamente mi vedo a zonzo a caccia di indizi…ma fa lo stesso



PS: rimugino rimugino. Questa storia della follia e del genio.
A. Artaud : Van Gogh, il suicidato della società,

2 commenti:

kabalino ha detto...

La follia é sempre questione di confini; dipende tutto da dove decidiamo di metterli.

barbara ha detto...

O dove decidono...

 
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