venerdì, agosto 10, 2007

viaggiare con voi
















Eccola qui, la più volte predetta “crisi da rientro”
Marie-Louise mi aveva scritto di come ad un tratto l’insofferenza inizi a incrinare i pensieri dopo i primi 20 giorni…
Ed ora eccomi qui.

Mi mancate.

I messaggi misti inglese-polacco, l’adrenalina per la scoperta, gli abbracci gratuiti e caldi, il profumo di tabacco e zenzero, le serate a raccontare di vite che verranno, i silenzi lunghissimi e confortevoli. La fiducia spontanea che mi avete dato. Era dolce perdersi insieme, senza paura, mai avuta paura. Mi piaceva il rumore delle cose dette senza filtri, della sincerità che mi avete regalato. Abbiamo scelto di capire insieme, di fare insieme un pezzo di strada e di vivere senza griglie.

Ho pianto e avete raccolto la mia paura come fosse la vostra, siete stati entusiasti della mia felicità. Ero IO e questo giustificava tutto.
Eravate VOI e io ve ne sono grata.

Mi avete trovato a girare per le vostre cose in preda ad “agitazioni visive” che avete cercato di capire. Vi trovavo di fronte alla mia porta alle 3 di notte, con una valigia e un pianto soffocato nel petto, la mattina vi vedevo beati dormire sereni, svuotati da umanissime paure. La vostra esperienza diventava la mia e la mia la vostra. E alla vostra gioia io non ho mai saputo resistere, alla voglia di esistere, pura e semplice, che mi avete attaccato addosso.

Sarà perché oggi piove e il caldo si è lasciato distrarre, sarà che mi ricordo di quella notte di gennaio, quella notte di tempesta in cui ho messo un punto a incertezze lasciata a casa per affogare con voi in tutto quello che sarebbe venuto. Sarà che credo di piangere, ma so che a breve ritornerò a ridere, come abbiamo sempre fatto.
E so che tutte queste cose le dovrei dire a voi, che scritte così non sembrano nulla. Ma voi questo già lo sapete. Non ho bisogno di dirlo, foste qui davanti a me mi guardereste con quel sorriso delicato che mi regalavate ogni volta che ci guardavamo negli occhi.

Mi dicevate che viaggiare era per me “scoprire” e non consumare, era essere e non apparire, e mi riempivate di orgoglio come una bambina.
Io ero quella che secondo voi non avrebbe mai patito nessun tipo di “fame”, la tipica persona che ovunque e comunque avrebbe trovato qualcuno che l’avrebbe accolta e viziata.

“Ovunque andrai troverai un abbraccio, e il bello è che non dovrai fare poi troppa fatica per conquistarlo”
Ridevo e scherzando dicevo che era tutto merito della mia “espressione da criceto”. Ridevo. Ma per colpa vostra ora ci credo veramente, prendetevi le vostre responsabilità…
Perché ora piango sul serio, e non mi sembra male, anche se so che Jan mi direbbe che non si può piangere di una cosa tanto bella, della consapevolezza, ora e qui, che voi siete ormai una scheggia di me. Piango e so che se Aurì fosse qui mi seguirebbe nei singhiozzi. Piango e so che prima di me lo ha fatto Marie-Louise.

Ma staserà riderò, coccolata da chi, da casa, mi ha dato la certezza di essere in grado di partire senza perdermi in bugie. Dovrei, se trovassi le parole giuste, dire grazie anche loro, agli amici che sono e saranno. Agli amici che non si perdono perché , appunto, amici.
Se trovassi il modo li dovrei ringraziare pr me e per voi, perchè è anche merito loro se sono riuscita ad incontrarvi.

Grazie a chi mi ha dato la consapevolezza che la mia voglia di scoprire il mondo non è un sentimento egoistico, ma un’esperienza corale.

Agli amici che credono che l’amicizia sia la voglia di scoprire e digerire il mondo, un’alleanza che ti porta a capire e capirti. Grazie per aver viaggiato con me.

Grazie perché non mi avete mai frenato ma appoggiato e incoraggiato, entusiasti per me come se fosse capitato a voi.


Grazie, perché so che sarà così, per quella che è la vita, sempre.

3 commenti:

gabriele ha detto...

grazie a te tesoro!

Viola ha detto...

Ci sono delle foto meravigliose...sono rimasta incantata a guardarle...hai fatto dei ritratti alle persone perfetti...dovresti farne una mostra fotografica...
è molto bello ciò che scrivi...e come lo capisco...a me manca tutto e mancano tutti di Parigi.Mi hai commosso un po'...

barbara ha detto...

Viola: Credo che tu mi possa capire, non manca un posto ma le prsoene che ci si muovono dentro..è una nostalgia strana...arg...

Di Parigi mi ricordo con nostalgtia un caffè bollente bevuto nel rigido inverno del nord, all'aperto sotto una coperta di altri tempi. Sono stata poco ma ho adorato Parigi. Mi piacerebeb davvero spenderci un poco di vita vera.

 
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