martedì, ottobre 09, 2007

Sarò banale


Torno da Londra con il portafogli troppo leggero, qualche scarabocchio in più, il solito rimpianto dei viaggi troppo brevi

Ho fatto giri banali, mangiato le solite porcate e pescato nelle conversazione pre-impostate delle conoscenze fatte in 4 giorni

Tutta roba che a me ha fatto piacere, ma a raccontarla è di una noia ripetitiva.

Mi sono rilassata vergognosamente regalandomi un’intera giornata al Tate Modern e ho “fatto l’amore” con Rothko…che mi lascia sempre a mezzo fiato e con un velo lucido sullo sguardo.

Rothko è il colore puro sena forma, spazio o limite. E’ l’impatto dello spazio-colore su ogni cornice che lo imbriglia. Colore non schiavo della pittura, ma al contrario la pittura serva di un colore che è di per sé ansia vitale.

Ansia vitale che cozzava con l’apatia monotona degli addetti di sala del museo

“non si possono fare fotografie…”

Mi ha detto, con voce monocorde persa nella noia di mille ripetizioni, un ragazzo bruno sbattuto in una maglia rossa.
Avrei voluto dirgli che non stavo fotografando Picasso ma la ragazza indiana, anche lei in maglietta rossa, seduta sullo sgabello, che cercava di ingoiare gli sbadigli in attesa della fine del turno. Avrei voluto chiedere se potevo fargli una foto, a lui come al ragazzo corpulento che ricordava a tutti di spegnere i cellulari prima di entrare. Ma poi che senso avrebbe avuto? Come lo avrei giustificato?

I custodi di sala, le guide, le addette al guardaroba sono figure surreali perse come ombre in grandi musei e nelle gallerie. A volte credo che i visitatori non li considerino nemmeno cose vive.
Del resto loro, nelle otto ore del turno, rimangono come in pausa dalla vita. E’ la noia che li mette in un angolo e li trasforma in oggetti caricati a molla. Lo stesso corredo di frasi per tutti, la stessa divisa e il sorriso abbinato.
Nel vederli più statici delle tele tra cui erano adagiati mi si è accesa una curiosità infantile e forse anche fuoriluogo.
Mi sarebbe piaciuto fotografarli tutti, mentre i loro occhi erano persi nell’attesa del dopo. Avrei voluto ritrarli uno per uno con tempi lunghissimi, così da far sembrare tutte le figure intorno solo strisce sfocate in movimento, loro e i quadri le uniche “cose” immobili. E tutti questi ritratti li avrei poi legati alle loro storie, raccontate magari nella pausa pranzo e nello spogliatoio alla fine del turno. Storie e foto, in un bianco e nero semplice e scontato, le avrei volute sbattere asettiche in una piccola sala prima dell’uscita. Sarebbe stato bello far notare ai visitatori le vite a cui erano passati davanti “ciechi”
Nella mia mente appannata queste “mute forme di esistere” avevano qualcosa di altamente artistico e non capivo come tutti non lo vedessero.

Poi mi sono resa conto che certe idee malsane possono venire solo a me…quando ho fame soprattutto…



Per precisare: in questo post volevo parlare di arte, ma poi non so perché ho fatto andare tutto senza logica… il controllo non è il mio forte.

9 commenti:

gabriele ha detto...

quand'è che rileggerai quello che scrivi maledizione?...

ilaria ha detto...

..fame?
..FAME??
Giusto.
Ora mi sparo un'altro pacco di Oro Ciok.

Certe cose si assomigliano in tutte le latitudini.
L'arte, per esempio,e chi la custodisce.

Quando mi vieni a trovare?

Sotto ha detto...

ecco sul fatto che Londra lascia il portafogli secco sono daccordo!

daniela ha detto...

Volevi parlare di arte, e ne hai parlato. :-)

Baol ha detto...

:)

barbara ha detto...

Prima di tutto: w il wireless gratis!!!


Gabriele: non mi va di rileggere....

Ilaria: brava mangiati gli oro ciok. Io tra 2 minuti mi vado a fare un panino imbottito dal dubbio contenuto...sogno la mensa e una pausa abbastanza lunga che mi permetta di arrivarci

Sotto:Londra ti prosciuga, e se già sei miserabile poi...

Daniele: ho parlato, di cosa poi non so. E' anche vero che oggi tutto è arte e tutti sono artisti. La cosa fa paura.

Baol: :)!

kabalino ha detto...

Io non l'ho trovato per niente noioso il resoconto del tuo viaggio a londra...da quel che mi risulta i custodi di sala, le guide, le addette al guardaroba...sono volutamente annoiati e i loro sbadigli sono installazioni artistiche ;D

Sotto ha detto...

Ah, ma lo fossi Miserabile, nel senso di uno dei personaggi del libro: è il mio preferito!

krepa ha detto...

prendo spunto dal fatto che il controllo non è il tuo forte per dirti che non è neppure il mio...grazie per la visita e per avermi fatto scoprire il tuo blog...ora anche se un pò storto dopo una serata ti dico che ti seguirò...domani se mi ricordo linko...per il resto buona serata

 
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