sabato, novembre 24, 2007

Digressioni bis-fatte

On stage by sussfellen



Quasi esattamente un anno fa, mi si passi l’approssimativa esattezza, girellando il cucchiaino nel the, dissi a un’amica.

“ho provato mille volte a sezionarmi per vedere che c’era sotto, ma finché sto qui ogni volta che tento di rimontarmi finisco sempre per seguire le istruzioni…”

Stavo per partire per la Polonia, un mezzo azzardo da cui non sapevo se sarei stata spennata o tornata arricchita.
Nessuno ci vedeva “La Fortuna” che io invece mi aspettavo. A convincere chi mi stava intorno della buona occasione era stata solo la mia testardaggine. E già da questo poi scoprii che la cosa funzionava.

Scoprii anche che non esistono soluzioni assolute e rapide. In 7 mesi ho montato il nocciolo, con la fatica che mi aspettavo e la soddisfazione che ho imparato a dividere equamente con chi mi sta intorno.
Ho appena fatto in tempo a mettere le fondamenta per tornare.

Un amico, nato attore, che si sta sperimentando regista, mi ha ricordato un paio di sere fa quello che già mi aveva fatto notare per iscritto: Si può anche cambiare la scenografia, ma l’attore rimane lo stesso

Se non fosse stato così non avrei mai risolto il mio problema dell’ “Attore”
Ho benedetto il cambio di scena e l’uscita dal “Personaggio”
Nel cambio del fondale e nel trovarmi di colpo struccata ho potuto finalmente piantarmi addosso lo sguardo senza il filtro dell’abitudine.
Ho scovato “l’uomo che regge il teatrante”.
Ho imparto ad interpretare il copione e non a subirlo.

Adesso aspetto di trovare la scenografia che più mi si addice. Nel caso sarò anche pronta a costruirla, appena troverò qualcosa per cui mi senta in forza di fermarmi.

So perfettamente quale è il mio limite, e questo mi ha permesso di aggirarlo sapendo nel caso chiedere. Che chiedere, come ho detto una volta, non è di certo un male.
E se ieri sera ho rifiutato il braccio era perché ero certa che non sarei caduta. Ma ho apprezzato immensamente.

In cuffia, dedicata a tutti: Extraordinary machine, Fiona Apple.

6 commenti:

Baol ha detto...

Ciao Barbara, penso sia già una fortuna avercelo il proprio libretto delle istruzione...

un bacio :*

barbara ha detto...

Si, ma quando scopri che nel modello A3 sono finite per sbaglio le istruzioni del modello A2 non puoi otinarti a montare il tutto seguendole ciecamente.
bisogna riconoscere la cantanota e, lasciare perdere quel maledetto libretto e andare d'istinto. Magri viene meglio.

Forse è solo il folle pensiero di una 25enne poco cresciuta

Sotto ha detto...

Che belle parole. Mi piace questa allegoria, l'ho trovata calzante anche a certi miei momenti.

daniela ha detto...

La Fortuna ce la facciamo noi, e solo noi possiamo vederla o intuirla nelle nostre vite.
Conoscere i propri limiti e non paragonarsi agli altri è già molto; poi si impara anche a oltrepassarli e costruirsene di nuovi. :-)

Baol ha detto...

In quei casi devi andare random...e non è un folle pensiero ;)

Michè ha detto...

È bello che tu abbia raggiunto una così grande consapevolezza di te, ti invidio un po' (in senso buono, naturalmente).

Hai scritto un posto molto bello, fa davvero riflettere.

Un caro saluto,
Michè

 
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