giovedì, dicembre 13, 2007

La giusta distanza


Le due pile di giornali che stringono il mio computer al lavoro da due giorni non fanno che franare disordinatamente.
Tra un cedimento ed un altro finisce che nel rimetterli in piedi qualcuno lo risfoglio, rigiro, rileggo.
E’ strano come l’appena ieri appare di un vecchio sbiadito. Passate le 11 tutto diventa “storia”. Sarà l’abitudine ad aspettarsi sempre qualcosa di nuovo, a far consumare in fretta tutto.

In effetti alcune di quelle prime pagine diventeranno davvero Storia. La Storia alla fine è fatta di scampoli di cronaca lasciata macerare.

Si impara dalla Storia.

Persino noi impariamo dalle nostre storie.
Appena si riesce a guardare indietro con un poco di obbiettività.

Impari una lezione che tanto, come nella Storia vera e grande del mondo al plurale, sempre e comunque al momento opportuno ignori.

Va così, e va bene.

Va bene finire per caso a comprare durante la pausa pranzo il dvd di “Io e Annie”, e non per caso trovarsi a sorridere dopo averlo collegato al primo amore vissuto da adulta.
Il primo anno di università, i libri fotocopiati e un divano logoro e comodissimo. Tutti i film di un inverno che non siamo riusciti a finire.
Io era pazza per i vestiti di Diane Kaeton, e V. adorava che Allen non sapesse recitare che sé stesso


« Frattanto si era fatto tardi e tutt'e due dovevamo andare per i fatti nostri. Ma era stato molto bello, rivedere ancora Annie, dico bene? Mi resi conto di quanto era in gamba – stupenda – e, sì, era un piacere… solo averla conosciuta… e allora io… ripensai a quella vecchia barzelletta, quella in cui c'è questo tizio che va dallo psichiatra e gli fa: "Dottore, mio fratello è pazzo. Crede d'essere una gallina." E allora il dottore gli dice: "Ma perché non lo rinchiude in manicomio?" E quel tale gli risponde: "Già! Ma poi dopo, l'ovetto fresco, a me, chi me lo fa?" Insomma, mi pare ch'è proprio così, grosso modo, che la penso io, riguardo ai rapporti umani. Mi spiego, sono del tutto irrazionali e pazzeschi e assurdi e… ma… mi sa tanto che li sopportiamo perché, hm… tutti quanti… più o meno ne abbiamo bisogno, dell'ovetto fresco. »


Adesso è un ricordo davvero dolce, pulito, anche un poco infantile.
E’ diventato storia, ma non mi ha salvato dal ricommettere errori, e so non mi salverà in futuro.

Sono cresciuta, davvero, sono un’immatura con un giudizio favoloso.

E nel giorno delle coincidenze mi arriva un messaggio da V. con una folle richiesta: “ ti andrebbe di scrivere un racconto breve per una cosa?”
Telepatia? Mi si ricorda nel giorno del ricordo? Ma cosa ancora più importante: che ci fa con un racconto?

Oggi ho sola voglia di ridere, perché sono leggera.


In cuffia: Fixing her hair, Any Di Franco.



PS: Vado a vedere Sinigallia a gennaio ad Ostia. Per una volta che sta dietro casa….e che non sono fuoritempo…

5 commenti:

Baol ha detto...

Molto bello questo tuo post...però devo dissentire su una cosa...mi accorgo sempre di più che dalla storia non si impara mai :(

Un bacio

ps
Io però ti avevo avvisato del concerto :P

daniela ha detto...

D'accordo con Baolino, dalla storia non si impara mai proprio perchè ognuno di noi non sa recitare che se stesso. Non si spiegherebbero altrimenti le guerre,le follie ricorrenti.
Invece credo che si impari dalle ricorrenze, dai segni come quello che citi tu.

barbara ha detto...

hum...sarà che sto in una fase ottimista...ma secondo me invece dalla Storia si impara, non è che si impara bene o male, del resto non è nemmeno detto che quello che si impara poi lo si sa metetre in pratica al momento giusto. comunque un'idea di di come si è arrivati a quelloc he si è la Storia te la da.
C'è anche chi dalla stroia impara che epr essere ricordato vale la santità come la crudeltà...solo che la prima è un tantino più impegnativa.C'è anche chi dopo aver visto come si ci riduce per entrare nella storia decide saggiamente di essere un anonimo e felice "sè stesso"

Per quanto riguarda le mie, di storie, mi hanno insegnato che non imparerò mai nulla se non ci sbatto per bene il muso.

Baol:il concerto me lo ero ricordato, ma mancavo di benzina. E poi tra un mese viene a suonare dietro casa mia. Un miracolo

Daniela: si hai ragione. I Segni. Comprare il dvd è stato un impulso che all'inizio non capivo, poi ho collegato. E' bello tornare a sfogliare i ricordi quando non li si carica più di sensi di colpa o rimpianti.
E' stato bello rivedere il film e ridere un poco per le battute ed un poco per i flashback.
Anche se cavolo...sono passati solo 5 anni e sembra un tempo lontanissimo...

PS: Mio dio che meraviglia le sciarpe e gli occhiali di Annie!!!!

daniela ha detto...

Anni fa facevo il giro di tutti i mercatini anni '50 per trovare sciarpe e occhiali così! :-)

barbara ha detto...

il fatto è che, ormai, il vintage...è diventao di moda....sono fregata.

 
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