lunedì, giugno 30, 2008

Quando il caldo non ti fa dormire (sospensione dell'attività di pensiero logico)

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Ho caldo.


Boccheggio come un pesce lasciato nel retino mentre si sta cambiano l’acqua della boccia.
Appiccico.
Mi appiccico alle lenzuola.
Dopo la doccia con un bagno schiuma improbabile mi sento come un “fior di fragola” che si sta squagliando piano.
Sto impiastricciando i miei pensieri di sciroppo alla fragola.

Quando ero piccola, tra gli anni ‘80 e ‘90, la mia estate iniziava e finiva senza scampo con i “fior di fragola” e le granite all’amarena. C’erano poi nel mezzo di agosto le coppette fragola e limone che erano il marchio di fabbrica della merenda a casa di nonna. Lasciamo andare gli infiniti ghiaccioli dai colori radioattivi che ci siamo “ciucciati” prima che arrivasse finalmente il Liuk con la sua schifosissima stecca di liquirizia per concentrarci sul numero abnorme di cornetti algida che ci hanno fatti diventare in parte gli adulti che siamo.


Ho caldo.

E ora mi ricordo di aver sempre trovato patetiche le battute scritte sul biscotto del cuccioline.

Ammetto di aver capito che qualcosa stava cambiando nel mondo dei gelati confezionati quando è arrivata la “viennetta” e chiudere il pranzo della domenica.
Ho iniziato a sentirmi persa…

Adesso mangio solo coni artigianali.


Per questo nonostante tutto ora andrò in cucina e mi farò un bicchiere di chinotto ignorando i magnum nel freezer.Fossero stati almeno cremini…

venerdì, giugno 20, 2008

Quando devi, puoi (solo se vuoi)



Sei uno spessore di inquietudini
dell’anima cucita di sedimenti
e inganni delle universali abitudini
infradiciato dall’isteria dei sentimenti



E’ fine Giugno e le persone si squagliano in infantili “disastri”. Tenere e lente.
Quando il caso ti regala due volte la stessa possibilità, se nello scontro precedente ci si è ritirati con rimpianto e dubbio si ha il dovere, verso se stessi, di fare ora il meglio di cui si è capaci.

Per tutti gli amici che in questo periodo sono alle prese con la “coerenza” e con le tentazioni.

NEVER GIVE UP!!!

Si ringrazia Valerio Mastrandea nei panni di Lupin e la crostata alla ricotta. Si ricorda a chi di dovere che “sta gente basta che gli metti un pass al collo e diventa un gremlins”.
Si perseguono piani “loschi” anzi meglio “loschissimi” (chi deve capire ha capito) per arrivare prima al “Gruista” poi….si vedrà…sempre grazie a Jannaci.
Si ringrazia chi in ufficio mi prende così come sono…con tanto di “post-it porta arcobaleno sulle finestre”
Ci si scusa per aver dato buca alla sfilata di ieri ma il dovere mi ha legato alla vicenda meridionale riassunta in un simpaticissimo libro di 340 pagine da masticare decentemente per mercoledì…avrei preferito sfilare con tanto di cotonatura ve lo giuro...
Si ricorda a tutti di tenere duro e si rammenta che a breve inizieranno le serate sulla spiaggia, che arrivano già e-mail incoraggianti e da gente ovviamente improbabile. Lo trovo bellissimo
Per qualunque cosa fatevi vivi voi che non ho un centesimo sul telefonino.
Finalmente è arrivato il caldo e c’è più gusto a mangiare il melone.
Il caldo mi ha smosso e sto iniziando a mettere in carta le mie allucinazioni per la scuola di illustrazione.
Aspetto Agosto per vedere le lucciole…

giovedì, giugno 12, 2008

Con dolcezza...

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Per troppa stanchezza e motivazioni sparse, esiti di una conversazione in chat:


C : io manderei un vaffanculo a chi si accontenta di passare le giornate a mettersi lo smalto (o a guardare gente che si mette lo smalto) e pretende che tutto il resto del mondo si accontenti di questo
B: fanculo a Bush, che fa deviare gli autobus, che rompe le palle, che tanto lui che ne sa del traffico di Roma
C: fanculo a chi è riuscito a convincere la maggior parte della gente che avere un talento al giorno d'oggi sia un ostacolo anzichè un vantaggio
B: fanculo a chi pensa che quelli fighi sono quelli con i soldi e non quelli con le idee
C: fanculo al bus 3 che la mattina è pieno di gente e di gente che si carica i passeggini anche se lo sa che il bus 3 la mattina è pieno di gente
B: fanculo a chi ha un garage...e non me lo presta
C: fanculo a chi ha un garage e lo presta ai topi
B: fanculo a chi si accontenta di ingoiare aria senza sentirne il sapore
C:vaffanculo a coloro che amano farsi rincorrere...che se non avessero nessuno dietro starebbero sempre fermi
B: fanculo a chi crede che sarai sempre pronta a corrergli dietro. Si accorgessero almeno che sono stati doppiati
C: fanculo a Jannacci, che ti illude facendoti sperare che un giorno potresti incontrare una persona come lui
B: fanculo alla persona perfetta che non riesci mai ad incontrare
C:fanculo alle persone che incontri e che invece mai avresti voluto incontrare
B: fanculo a chi per competizione ha paura degli altri e non sa apprezzare la curiosità
C: fanculo a chi crede che è la medaglia ciò che conta del primo posto anziché tutta la fatica che hai fatto per arrivarci...fanculo al primo posto
B: fanculo a quelli che si sentono in diritto di assegnare un primo posto
C: fanculo alle gare e alle competizioni, che anzichè ampliare i tuoi orizzonti ti mettono due muri laterali per farti guardare soltanto davanti e alle spalle
B: fanculo a chi non sa che è solo un gioco
C: fanculo alla mediocrità
B: fanculo a chi nella mediocrità ci si consola
C: fanculo a chi ci vuole far credere che l'unica strada sia consolarsi nella mediocrità
B: fanculo alla televisione che ti vende la mediocrità come fosse la soluzione
C: fanculo a rete quattro
B: fanculo al cinema a 7 euro
C: fanculo ai 7 euro, che una volta erano 14000 lire e ci mangiavo 5 pizze margherite
B: fanculo agli euro e alle lire, fanculo ai soldi e all’affitto che non mi posso permettere
C: fanculo alle distanze incolmabili
B: fanculo alle vicinanze difficili
C: fanculo a chi pensa che i rapporti si possano tenere in piedi con l'aria e che "tanto prima o poi ci rivediamo"
B: fanculo ai rapporti a cui non sai che nome dare
C: fanculo ai rapporti di cui ti stufi anche di volergli trovare un nome
B: fanculo a quei nomi che ritornano ossessivi
C: fanculo a quei nomi che prima ti costringono ad essere falsa e che se lo fai ti dicono che sei una stronza e se non lo fai ti additano come strana
B: fanculo a chi ti vuole, ma non sa tenerti
C: fanculo a chi ti vuole ma in realtà vorrebbe sè stesso e non sa come arrivarci
B: fanculo a chi non ha il coraggio di guardarsi
C: fanculo a chi ha paura di conoscersi
B: fanculo a chi vive di riflessi
C: fanculo agli specchi...non è attraverso una superficie che ci si guarda
B: fanculo….è tardi….

C: fanculo a chi pensa che la notte sia fatta per svanire. Di giorno dormiamo e la notte sogniamo
B: fanculo...perchè a volte di giorno non si fa che sbiadire il sogno dall’incanto

domenica, giugno 01, 2008

Good




Jhon De Leo fa suonare la voce per consiglio di un’amica in lotta contro l’estate che avanza.
Stacco l’attenzione, chiudo il libro e cedo alle tentazioni.
So quello che devo fare, ma so benissimo anche quello che potrei fare.
La voglia e il dovere.

Invece di studiare mi sono trovata a pensare. Che non è la stessa cosa. Non memorizzare ma tessere. Ogni riga ci si vede dentro un mondo, un collegamento ideale con congetture vive. La cosa è di per se bellissima ma porta inevitabilmente lontano dal tracciato.

Ho trovato tra le righe di un serio filosofo tedesco un punto di appoggio per un’inutile pensiero sulle corrispondenze sentimentali.
Il rapporto tra il mittente e l’oggetto del desiderio in un unico strano monologo, risultato di un amore che si costruisce intorno al solo pensiero dell’altro.
La vita striscia nelle corrispondenze tra amanti con la forma di una giustificazione per avvicinarsi all’altro. Tutto ciò che si fa e si sperimenta ha la necessità di essere diviso e soppesato nell’importanza che si da al proprio desiderio.

Tu mi completi.
Il mondo è di altra sostanza.
Tu sei il mio singolo.
Fuori mi affascinano i plurali.

Ed era sui plurali che mi dovevo concentrare, invece di teorizzare su inutili corrispondenze. Ho perso di vista l’importanza dell’opinione pubblica e ho deciso che oggi non è più aria di studiare.

Forse è proprio colpa di tutta l’aria che ho preso questi giorni.
Più si “respira” più ci si rimette in gioco.
Crescere non significa diventare migliori, semplicemente cambiare. Ci si avvicina di più a quello che si è , sempre più ci si appropria di se stessi ma non è per forza una cosa che ci rende migliori.
Il migliorare è strettamente legato alle tecnica.
Non conosco nessuno che abbia mai trovato una tecnica per vivere, cioè per stare al mondo nel modo più giusto.
L’esperienza ti fa crescere, nel senso di cambiare. Se le cose procedono come devono si arriva ad essere felici. Ma essere felici non significa essere migliori.

Posso essere felice mentre fuori il mondo soffoca, le persone si perdono sotto le macerie delle proprie case, il fango sconquassa interi paesi, gli innamorati si uccidono, gli intellettuali se ne fregano, i politici ci fregano, il mare soffoca e le foreste si polverizzano

Posso essere infelice solo per un buco sentimentale e un attimo di vertigine, mentre tutto il resto mi sorride.

Questo mi spaventa.

Mi chiedo cosa ci faccia essere delle “belle persone”. Non lo so .
Anche se credo che di sicuro dovrebbero essere limpide.

PS: Nonostante le apparenze in questo periodo tutto viaggia bene. Forse è proprio per questo che mi sento strana. C’è un solo colore spuntato nel mio astuccio.
 
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