martedì, settembre 30, 2008

Senza mani



La gente ruba i cestini delle biciclette.
Anche quelli brutti e un poco storti, quelli che di solito quando lasci la bici al palo per un paio di ore li usano come pattumiere.
E’ che la buona fede mi ha lasciato in fallo. Non avevo mai pensato ad ancorare il cestino alla bicicletta finché mi sono ritrovata con una sacca piena di libri e una busta di pane e di latte a guardare la mia due ruote come un fumetto. Era evidente che senza il mio scassatissimo cestino sarei potuta arrivare a casa solo se fossi stata un giocoliere.
Non ho fatto un frizzo. Uno che deve fare? Una rogna che si è risolta con una passeggiata.
Non ero incazzata, ero dubbiosa. Perché?
L’uomo è strano, fa cose spesso non tanto inutili quanto stupidamente fastidiose.

Fortuna che il cielo era azzurro, uno di quei bei cieli che d’autunno sembrano fatti di zucchero. E su quello zucchero pattinavano i pochi aerei del finesettimana. Anche quelli dell’Alitalia. Che a voler essere razionali non c’è più. L’Alitalia credo non ci sia più da ormai 20 anni. E’ rimasto solo il loghino, gli orribili panini di gomma che caricano all’aeroporto di Fiumicino, le divise tiratissime delle hostess e le salviette.
Ah! Importante: è rimasto il nome.
Poi forse ci sarebbe da dire che è rimasta italiana. Che sembrava essere una delle cose più importanti almeno fino ad un paio di mesi fa. Alcuni signori tirati in cerca di voti ne avevano fatto una crociata morale, peccato che la morale questi signori non la possono fare a nessuno. Soprattutto a quelli che per terra e per cielo, tra i bagagli o nelle divisine verdi ci campano di quell’Alitalia che è “cosa nostra” e rogna comune.
L’Alitalia, fuori dalle logiche del mercato ormai da una vita, non si è smentita mai nemmeno nel suo ennesimo fallimento. Anche nella sua svendita non c’è stata concorrenza.
L’Alitalia è scivola come è scivolata l’Italia. L’immobilità che consuma le possibilità. Siamo come al solito fedeli a noi stesso, e nel crederci infallibilmente furbi finiamo scalzi con l’inverno alle porte.
La furbizia, o meglio spesso l’assoluta brutta abitudine di essere così arroganti da proporsi per impegni per cui non si è in grado, sta scolorando il nostro paese. Cos’è rimasto dell’Italia ora? E perché stiamo sempre e solo a parlare di quello che siamo stati e non siamo in grado di trovare niente per cui dire “saremo”?
Eppure nessuno dice nulla.
E’ che è cosa vecchia. I nostri sono vizi vecchi e longevi come la nostra forza dirigenziale.


Non sono abbastanza vecchia, non ho abbastanza soldi e incompetenza per dire altro.
Ci vogliono precisi requisiti per entrare in scena nel nostro paese.

Ricomprerò un cestino di seconda mano e stavolta lo assicurerò alla bicicletta. Del resto credo che certi istinti nell’uomo siano comunque secondari.
E come da una settima mi fa notare un mio amico da un po’ sono schifosamente ottimista (e vi giuro che non pippo…)
La spiegazione che gli ho dato senza nemmeno pensarci è stata: una che tende a svenire ogni tre per due non può permettersi di non aver fiducia negli altri. Io ci devo sperare che ci sarà qualcuno che mi impedirà di sfasciarmi la testa.

E’ anche vero però che io su come evitare il trauma cranico ci lavoro anche da una vita…perché sperare soltanto che ti dica sempre culo di certo non risolve nulla.

In viosione: Il fascino discreto della borghesia , L. Bunuel.

6 commenti:

_mar_ ha detto...

Leggere questo tuo post mi ha messo l'allegria dell'azzurro e dell'odore del pane.
Grazie e, come sempre, brava.

chiarartica ha detto...

comè un paese allo sbando, da qualsiasi punto di vista lo si guardi...e la cosa peggiore è che vengono negati i mezzi a chi potrebbe salvarlo almeno un minimo. tra un pò sarà difficile apprezzare anche il profumo del pane caldo.

p.s. mi è passata l'ansia da ostello...però mi sento troppo sghicia ora!

p.p.s. ma quel post che mi avevi promesso? hai rinunciato eh!? eheheh

barbara ha detto...

_ma_: L'odore del pane è buonissssssssssssimo, sopratutto l'inverno ti addolcisce le mattine



Chiarartica: se penso alla tua faccia mentre dici Sghicia mi spiscio...ahahahah....

Il post tranquilla che arriverà...non mi sottovalutare!

PS: occhio al domatore di leoni

Daniele Verzetti, il Rockpoeta ha detto...

Dai cestini delle bici ad Alitalia: nel primo caso disperazione ed idiozia, nel secondo caso ladrocinio e progetti per guadagnare a scapito della gente.

Io invece l'ottimismo l'ho perso da un pezzo....

daniela ha detto...

Quello che ti ha rubato il cestino probabilmente non avrebbe mai immaginato di contribuire a queste belle parole. :-)

Sull'Alitalia (e sull'Italia) hai espresso, credo, quello che è nell'aria e che pochi hanno il coraggio di dirsi.

Davvero svieni così spesso? Prova coi fiori di Bach. :-)

ILARIA ha detto...

..uah uah uah, pensa io e te su un treno affollate in pieno svenimento.
Contemporaneamente.
Rido.

 
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