lunedì, ottobre 20, 2008

Budapest, grazie a lakartinassy

(lakartinassy by Chiarartica)



Con tutto il sonno da una settimana di non-sonno arrivare a Budapest in piena notte è spiazzante.
La mattina ritrovando per le vie lo stesso puzzo di sottofondo di Roma ti senti meno persa e mentre cerchi dove comprare una qualunque cartina per riuscire ad orientarti finisci per mercati e ignori totalmente monumenti e affini.

Così il primo giorno dopo essere state mezz’ora davanti ad un negozio di cappelli (chiuso) ci siamo rotolate lentamente, causa troppe distrazioni, fino al Parlamento.
Fatta la scontata foto per mamma finiamo a zizagare qui e là fino a finire in una manifestazione non ben identificata fatta do pensionati nostalgici in bandiera rossa e giovani in tenuta da Che.
E’ stato lì, nella svogliata osservazione di tutto quel meraviglioso baraccone in miniatura (che non capivamo) che abbiamo avuto l’illuminazione: la nostra settimana a Budapest avrebbe ignorato totalmente la guida e tutto il suo contorno di itinerari e ristoranti.
La vacanza non va eseguita ma “seguita”. Vai dove vuoi e non ti stressare, altrimenti ti pentirai sempre per quello che non hai saputo vedere.

Quindi di Budapest vi confermo tutto quello che si dice in giro. Vi aggiungo l’odore di piscio di gatto nelle strade senza distinzione di quartiere e stagione (hanno detto) e i sottoscala pieni di negozietti di dischi metal e robaccia varia. Libri usati, vestiti di seconda mano, cappelli improbabili e troppi negozi di fotografia, tutti chiusi per le 17:00 e tutti in migrazione verso la periferia. Il centro è tutto un cantiere dopo gli acquisti sfrenati di troppi stranieri negli ultimi anni. Mentre la collina viene trasformata in una grande parco posticcio i musei di arte contemporanea e i centri commerciali si alternano nelle periferie lungo le linee della metropolitana e nel centro i pub vanno scovati nei sottoscala o nelle viuzze più scure.
Il nostro ostello, in pieno ghetto e a due passi dall’accademia di musica, ci ha regalato una un bel contorno di normalità.
Abbiamo godute pigrissime di una minuscola festa di quartiere con tanto di complesso jazz ucraino (suppongo dall’accento) che abbiamo però abbandonato a se stesso dopo che è approdato a “tu voi fa l’americano” .
Non ce ne vogliano i nostri ostellari se abbiamo preferito ai pub consigliatoci da loro un piccolissimo covo di gente bizzarra che ci ha fatto innamorare e vagamente ubriacare nonostante il pare apprezzatissimo (?) pane e cipolla.
E’ stato bello scoprire che a Budapest c’è una bella gioventù e meno italiani in giro di quanti me ne immaginassi (o forse semplicemente non è la loro stagione)

Mi sento di consigliarvi se mai capiterete lì:
- Abbiate il coraggio di camminare perché la cosa più bella è andare in giro a piedi
- Sfuggite i locali di via Andrassy
- Prendete il castello come una passeggiata e nulla più
- L’isola Margherita è piena di sportivi, bambini e coppiette che potrebbero sconvolgere i più pigri. Consigliata ai ciclisti oppure a chi ci transita in pausa digestiva.
- Visitate i mercatini delle pulci e i negozi di fotografia
- Prendeti la voglia di entrare nei cortili dei palazzi, con discrezione si intende, e con una sciarpa visto che non si sa come la temperatura scende all'improvviso di un paio di gradi...
- Preparativi a pagare l’acqua più della birra, ma sappiate almeno che quella dei rubinetti è potabile.
- Si cena presto…
- I dolci sono favolosi e burrosissimi, e d’inverno devono essere rigeneranti
- Altre alle ragazze io metterei in evidenza il fatto che anche i ragazzi non sono per niente male (di sicuro più cavalieri)
- Visitate se potete “la casa del terrore”

E su questo ultimo punto vorrei aggiungere che forse noi ci pensiamo poco ma per paesi come l’Ungheria la guerra non è finita con la sconfitta dei nazisti, e solo cambiata la mano che disegnava paura. La paura è rimasta la stessa. Noi ci pensiamo sempre poco. Per questo credo che questo museo sia più che consigliabile per qualsiasi occidentale.

Passo e chiudo

Buonanotte dallo “Stecco Del Tetris” ( E quando C. mi ha definito così non era certo sotto effetto della birra…)

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Unintended

You could be my unintended
Choice to live my life extended
You could be the one I'll always love

You could be the one who listens
To my deepest inquisitions
You could be the one I'll always love

I'll be there as soon as I can
But i'm busy mending broken
Pieces of the life I had before

First there was the one who challenged
All my dreams and all my balance
She could never be as good as you

You could be my unintended
Choice to live my life extended
You should be the one I'll always love

I'll be there as soon as I can
But I'm busy mending broken
Pieces of the life I had before


Muse

manuela ha detto...

confermo tutto.
non ci saranno tanti italiani...ma c'ero io!

RobJ ha detto...

ciao vorre iaggiungerti nella lista di blog che leggo, se sei interessato allo scambio link fammi sapere ciaoo.
www.queen-robj.blogspot.com

chiarartica ha detto...

grazie a budapest per avermi fatto dimenticare, per almeno cinque giorni, ciò a cui non vale la pena di dedicare il pensiero neanche per un minuto...(vabbè, tranne quando abbiamo mangiato quel pane "aromatizzato" al pub)...quanto tempo sprechiamo inutilmente. e ho detto tutto.


lode a te oh mia lakartinassy

barbara ha detto...

A Chià....ma non te dimeticà L'OBBBBIETTTIVO

e ho detto tutto

 
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