giovedì, novembre 27, 2008

Nel ventre della balena

photo by Raymon Depardon
Lo sai che c’è?
E’ tutto qui.
Finché non tocca a me
Abbiamo imparato a scansarci e il mondo giù a fracassarsi ad un palmo dai nostri piedi. Per tempo. E nel tempo è stata appena polvere
Ma il peso delle macerie sta facendo scricchiolare il pavimento.
E adesso sai che c’è?
Sai che c’è sotto?
E’ la paura di andare giù e peggio ancora di trovarsi insieme nello stesso buio.

Si dice “cane non mangia cane”
Lo sai che si dice?
Che nessuno ha nulla da dire e per questo c’è così tanto rumore.

Che nessuno ha il coraggio di abbassare la voce e trovarsi di fronte a quei fruscii di fondo .
Lo sai che c’è? Che magari stiamo gridando aiuto sopra la soluzione.

In lettura: Shooting an elephant, G. Orwel

sabato, novembre 22, 2008

it is only me

Da una parte i fogli con gli studi della struttura ossea, dall’altra tratti leggeri di china e i riempimenti in acquarello per un copertina un po’ pop-berlinese, in mente gli ultimi ritocchi per i costumi da discutere con Tomek by Skype che fa tanto figo e moderno ma a me mette solo una fottuta nostalgia.

Le dita incrociate per la sitcom di Marzo e quei quindici giorni di lavoro sul set con G. e R. che mi sembrano un miraggio.
La curiosità matta di vedere “ la prima donna” disegnata da R.
L’impegno tutto chiuso nelle pagine di una moleschine che strabocca di idee strane raccolte per strada e da mettere in piedi ora con la testa sulle spalle e gli occhi ben fissi sull’obbiettivo. I piani loschi fatti con C. e la promessa di “spaccare il culo a tutti”.

La voglia di avere il prima possibile tra le mani il video di L. e il libro di S.
Una casa editrice rimasta appesa in attesa di essere “stirata”

Volontari che vanno e che vengono, i kenioti che parlano un inglese assurdo, M che molla tutto e torna in Olanda.

Lunedì mattina chiamerò fino alla nausea in Svezia e Germania e spero di mettere un punto.


Sono confusa eppure non ho tempo per innamorarmi, così scappo.

E’ la paura del buio.

La paura di se stessi è come la paura del buio.
Da “grande”

Il bui non si capisce e spaventa. Finché gli occhi non si abituano.
Di noi stessi abbiamo spesso paura finché non ci abituiamo alla nostra strana umanità.
Conoscenza per conoscenza ci mettiamo a nostro agio e ci prendiamo il gusto di scoprirci con un’emozione e una pazienza da primo appuntamento.
Ho smesso di avere paura del buio a 7 anni
Ho iniziato a smettere di avere paura di me stessa circa 7 mesi fa.

Ho anche fatto pace con il mio nome.


E adesso BARBARA va a finire di scarabocchiare i suoi fogli perché domani consegnerà tutto perfettamente finito anche se con le occhiaie fin sotto al naso.

domenica, novembre 09, 2008

I am waiting for....



Lascia che le cose vengano.
Non cercare le domande, fermati e aspetta.

Non pensare che i momenti vuoti siano un dubbio a cui trovare per forza una risposta.
Respira.
Scrivi senza pensare alla grammatica, ignora la punteggiatura.
Meglio ancora: solo respira.
Guarda tutto l’apparentemente scontato che è talmente “pulito” da sembrare irreale.
Per tutto il tempo in cui non te ne sei mai accorto.

Lascia andare .

Lasciati andare.

PAUSA

Non aspettarti sempre qualcosa.

Altrimenti rischi di non vedere le cose che aspettano te.

In cuffia: Elvis Perkins

 
eXTReMe Tracker