domenica, gennaio 04, 2009

No Excuse


Di fronte all’egoismo piccolo e sciatto di un singolo sconosciuto ieri mi è montata una sensazione di schifo. Ho pensato che quel singolo piccolo personaggio insignificante fosse il prototipo di tanti Italiani e mi è presa una rabbia immotivata.
Forse sono un’illusa. Che da queste parti una coscienza collettiva non si fosse mai realmente formata lo sospettavo, ma mi duole vedere come arrivi a raggiungere picchi di insostenibile ottusità in persone da cui ti aspetti se non altro un’educazione tale da renderle almeno un minimo empatiche.
Se tanti piccoli atteggiamenti di infantile e ottuso egoismo possono far sorridere, nel complesso ho paura che si sommino in un intollerabile menefreghismo che rischia di mandare a tutto a farsi fottere. E per rimanere fedeli all’argomento, la colpa sarà sempre dell’altro.
Se la Carfagna , con i suoi occhietti allucinati da tenero criceto che arranca sulla sua ruotina, mentre diceva di credere “ in dio, patria, e famiglia” si fosse resa conto che oggi e nell’attuale situazione questi sono diventati tra i peggiori mali del nostro tempo, tirati in campo solo quando tornano comodi al singolo, forse la sua intervista dalla Bignardi sarebbe stata meno pietosa. E di sicuro io avrei avuto meno vergogna per una dei ministri del mio paese.
Stiamo vivendo per molte cose di rendita, dello stereotipo per cui l’Italia è il paese del sole del mare e del buon cibo, del genio sregolato e del buon gusto. Le rendite però finiscono in fretta se non sono ben investite. Investire in questo caso è faticoso e richiede umiltà e sacrificio. Richiede principalmente che molti riportino i piedi per terra e si mettano in gioco insieme agli altri senza guardarli dal basso verso l’alto.
Questo paese secondo me non è pronto.
Ma non è pronto proprio nel suo piccolo, nelle sue persone, nella gente comune. Chiediamo una rivoluzione ma vogliamo che la facciano gli altri. Che qualcuno scenda in campo per noi e poi di approfittarne.
Anche se un miracolo ci regalasse all’improvviso una classe politica intelligente ed efficiente, di fronte agli attuali italiani forse non potrebbe nulla.
Vorrei che invece di lamentarsi ogni illustre sconosciuto si decidesse anche a migliorare se stesso e non aspettare alibi su alibi per rimandare la sua “educazione sociale”

Propositi per il 2009: ANNULARE LE SCUSE



Consiglio di lettura da L.: Cecità, J. Serramago

3 commenti:

daniela ha detto...

Non sai quanto sono d'accordo.

Quello che ripeto da mesi ormai è "cambiare sé stessi per cambiare il mondo".

Se per te il 2009 è l'anno senza scuse, per me, come ho scritto, è quello della RESPONSABILITA'.

Non mi sembrano due cose troppo diverse. ;-)

Baol ha detto...

Benvenuta nel club....

Michè ha detto...

Hai ragione, nel Belpaese c'è un po' troppo la tendenza ad aspettare la manna dal cielo o l'intervento provvidenziale di qualche megalomane videogenico.

Quello che ci vuole è un cambiamento "dal basso". Si potrebbe dire che i relais della cultura popolare e gli esperimenti pietosi degli ultimi ministri della pubblica istruzione mettono una seria ipoteca su questa possibilità, ma, come dici tu, è meglio smetterla con le scuse.

Buon anno.

 
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