venerdì, febbraio 20, 2009

Sotto esame

“Vi sono tempi che non sono ordinari , e in tempi simili non è sufficiente seguire la solita via. E’ necessario sapere dove essa conduce, e se non porta in nessun posto, seguirne un’altra”

R. H. Tawney



E la domanda su cosa sia ordinario rimane sospesa nel dubbio, ma forse la risposta è nel senso di insofferenza accompagnato da una granellosa impotenza che sembra far impastare il sangue nelle vene.
Sono emicranie soggettive. Soggettive perché se davvero esistesse anche solo una speranza di un' oggettività umana allora forse ci sarebbero delle vie e non delle correnti. Soluzioni e non tentativi. Del resto forse a essere oggettivi, potendo, ci si annullerebbe nel progresso e si cadrebbe in un ciclo infinito. Anche se in uno stato di lineare benessere non si potrebbe mai essere ma esistere semplicemente senza una crescita.

Ma se nulla ha il dono dell’oggettività (qualcuno ho suggerito in estremo nemmeno la matematica) le soluzioni sono tutte tentativi da valutare secondo la personale percezione del male minore?

Il nostro sistema paese sta andando al collasso. A essere logici un sistema in tale stato di avanzata “decomposizione” andrebbe lasciato andare verso il suo suicidio perché i salvataggi appaiono solo come tentativi per rimandarne lo schianto e posticipare la possibilità di riprogettare il nuovo. In un mondo fatto di “pezzi” nessuno avrebbe da ridire e la cannibalizzazione di una società sarebbe lasciata indisturbata fino ad avere un piano ripulito su cui srotolare un altro progetto.
Ma essendo fatto il mondo di esseri pensanti con il diritto alla redenzione delle proprie capacità di benessere fisico e psichico l’intervento della coscienza collettiva impedisce che tutto vada a puttane e cerca di salvare il salvabile e di ribaltare la reazione a catena partendo dal nucleo.
Il nucleo dovrebbe essere il gruppo ristretto più percettivo e illuminato da cui far partire il nuovo e invertire il processo per rimettere in moto un sistema. Ma quando il nucleo è un sistema a sé stante troppo distante e asfissiato dai sui stessi fallimenti? E se la coscienza collettiva ha perso l’empatia che la rende consapevole di sé stessa come forza comune in grado, e in dovere, di chiedere al sistema e agire sullo stesso? Quando si diventa dei cannibali di sé stessi senza saperlo?

Si sospetta che per cambiare dobbiamo iniziare a non prendere soluzioni preconfezionate ma metterci in testa che bisogna rischiare il nuovo.
Nuovo.
Tutti dobbiamo approcciarci criticamente a una soluzione nuova per un problema nuovo

Nulla è oggettivo ma questa società individuale che ci si sta vaporizzando intorno è un affare comune. Dobbiamo essere individualmente coscienti della nostra partecipazione ad un sistema collettivo a cui non possiamo rifiutarci di prendere parte, pena la nostra fine insieme al sistema stesso. Ci viene richiesto un individualismo positivo pronto a dare e ricevere criticamente per un benessere allargato a cui non possiamo non partecipare.
Se non per quell’empatia umana e ideale che sembra stia sparendo almeno per la coscienza di essere immersi nella stesso liquido ammiotico tutti dovrebbero lavorare al NUOVO.


Non si dovrebbe cedere ai fantasmi e delegare troppo. A volte poi è solo pigrizia.
A volte bisognerebbe poi che alcuni si facessero da parte campendo, individualmente, i propri pericolosi limiti. Ma qui è un problema di percezioni soggettive.

PS: L’università italiana genera dubbi e regala poche certezze. Del resto non sempre è un male

4 commenti:

Barbara ha detto...

Mi immergo nelle tue parole e lascio decantarle per sentirne il retrogusto, per cogliere l'effetto su di me delle sensazioni altrui. Godo la corrispondenza del tuo sentire con il mio, in vari punti del tuo scritto. Mi riporti alla mia tragica esperienza in un ateneo italiano, alla voglia della fuga, alla ricerca di un nuovo percorso e di una nuova partitura, tutta scritta di mio pugno.
Tornerò presto. Buona scrittura.

barbara ha detto...

ti aguro di scrivere per te una partitura belissima, io sto ancoa cercando bene di acchiappare le note

Lone Wolf ha detto...

Purché non s'esageri coi dubbi.. ^^

Anonimo ha detto...

Ti ho trovata!!!!
Che tu ne dica dell'uni il povero prof ha detto che gli manchiamo e mi ha chiesto di te ...deve fare una ricerca...
Che poi andrà alle ortiche lo so , ma magari no, ma magari la traducono.
O sei ormai dedita solo al disegno? (Se gliolo dico muore sul colpo)

PS: il tuo indirizzo di posta è fuori uso, controllalo

Anna

 
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