mercoledì, agosto 26, 2009

Le voci in Agosto


L’umidità ci sta cocendo!

Da un paio di giorni la sera mi rigiro nelle lenzuola pensando di essere ai tropici, dove la pelle è sempre appiccicosa e ti sembra di avere una garza di cotone bagnato sul viso che ti impasta il respiro. Almeno credo sia così
Almeno questa è l’idea che dei tropici mi sono fatta dai libri di Kapunsciski. Quindi magari non sono i tropici ma è comunque l’immagine che meglio mi sembra adattarsi all ’afa romana.

Riesco a dormire solo un paio di ore, dalle cinque di mattina alle sette.
Un’amica Maltese mi ha consigliato di prendermi una leggera sbronza, che aiuta a dormire comunque. E secondo lei è anche per questo che più si ci avvicina all’equatore più i bar sono un’istituzione sociale
Una bella bevuta in compagnia, perché con il caldo l’insonnia diventa un problema diffuso. Ma con questa umidità il pensiero di bere mi è quasi insopportabile. Del resto le sbronze vere non le so prendere e il caldo non fa che accentuato un problema ciclico che di solito si accompagna alle scadenze.

Quindi riparo sul terrazzo, mi siedo tra i fiori e un tavolino da pic-nic che profuma di mare e mi accollo un paio di libri, un blocco da schizzo e l’i-pod. Se mi va bene anche una bottiglia di chinotto. (se capita qualcuno magari un naghilè)
Una donna in culotte con uno scialle che passa le notti su un terrazzo semplicemente a ipotizzare e aspettare, aspettare e ipotizzare.

Nel silenzio delle notti estive
Nel silenzio
Col Cazzo


E non mi riferisco alle macchine che passano nella via o ai televisori che vomitano i jingle pubblicitari dalle finestre spalancate e illuminate da un blu ballerino. Questi sono brusii di sottofondo che non dicono niente, e che sanno a modo loro di silenzio
Mi riferisco a tutti i passanti che sparano a voce piena i mozzichi dei lori discorsi verso l’alto , verso i lampioni. Che se li gridano da un marciapiede all’altro, che li macinano senza prendere fiato attraverso un telefonino, che li lasciano a metà da uno sportello della macchina prima di salire le scale e salutarsi.
Sono ormai due settimane che raccolgo tranci di queste parole nelle ore più disparate della notte.
Teorie sull’infedeltà maschile
Minacce di abbandoni per corna
Problemi d’affitto
Chi si vuole faresi chi e perché
Il lavoro che non c’è
L’Italia che non c’è
La gioai per esserci stati
L’amore di essersi ritrovati


Arriva tutto fino al quarto piano nitido, senza peccato, senza che possa giudicare o dire nulla di più. Naturale.
E sarà perché tra le mie ultime letture c’è Jodorowsky che trovo questo teatrino rapido e inconsapevole affascinate e complesso, perché assolutamente semplice.
Niente dopp isensi, messaggi profondi, verità rivelate,. Solo verità reali e universali perché semplicemente vere. Per questo magari assolutamente inutili. E ancora per questo indispensabili per vivere.

Potrei prendere tutto e farci un libro di racconti. Sarebbero assolutamente PURO: Ma non avrebbe nessuno mercato, le persone non cercano il vero ma la sua sublimazioni. Devi dire la verità, ma la devi dire mentendo.



Credo di essermi invaghita di Jodorowsky perché è un egocentrico curioso armato di una sincererà sconvolgente e quindi, quella sì, magica.
Credo che questo mi dia anche la misura di alcuni miei vizi sentimentali e rovesciamenti connessi

“La bugia più grande è l’ego…”

martedì, agosto 11, 2009

c’è voluto del talento per riuscire ad invecchiare senza diventare adulti

Pensavo.

Mentre stelle confuse e desideri minuscoli graffiavano il cielo sopra il mare.

Pensavo che è una fregatura non poter tornare al primo fotogramma.


Riprendiamo da capo.

Piacere, chi sei ora?

Arrivederci, chissà quale persona diventerai


Quanti sogni hai realizzato? Quanti ne hai inventati? Quanti ti hanno consumato?

E il tuo cuore? Cosa ne è rimasto e come ha digerito gli intrugli che per forza di cose il tempo gli ha mandato giù?


Voglio vedere solo la persona che sei, avrai modo per raccontarmi come è successo.


Stamattina mi sono compostamente seduta nel mezzo del mio letto sfatto a guardare la porporina argentata sparsa sul cuscino.

La notte di san Lorenzo alla fine è una mezza fregatura perché ci ricordiamo sempre dei desideri disattesi dell’anno prima.

Però ieri nel gioco dei desideri tra le bolle di sapone e la porporina ho pensato che fosse bello “desiderare” . Solo anche “desiderare”



I desideri portano ai sogni

I sogni necessitano fermezza

Il cuore sta sempre lì

Il mondo anche


PS: Mi sospendo dichiarandomi ufficialmente in vacanza.

IN CUFFIA Giudizi Universali, S, Bersani



 
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